Caraibi, isole nella corrente

 

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STORIA DEI CARAIBI

CUBA

 
CUBA
Cristoforo Colombo

Il 24 ottobre 1492 Cristoforo Colombo avvistò Cuba durante il suo primo viaggio e ne rivendicò il dominio a nome della Spagna.

Dopo quattro secoli di occupazione spagnola , che portò allo sterminio di tutti i nativi e all’ importazione di schiavi dall’ Africa per le piantagioni di zucchero, Cuba passò sotto il protettorato USA nel 1902.

Nel 1952, appoggiato dalle grandi compagnie dello zucchero e subito legittimato dagli Stati Uniti, prese il potere Fulgencio Batista con un colpo di stato.

Svendute a compagnie USA il 90% delle miniere di nichel e delle proprietà terriere, l' 80% dei servizi pubblici e il 50% delle ferrovie, il dittatore Batista trasformò Cuba nella capitale del gioco d' azzardo e della prostituzione.

Cuba é il completamento di Miami per i divertimenti, dicevano, mentre esponenti della mafia americana si impadronivano di alberghi, case da gioco e di prostituzione.

Molti esuli cubani ricordano con nostalgia quel periodo di libertà senza freni e denaro a fiumi, prima dell’ arrivo di Fidel Castro. Sbarcato a Cuba nel 1958 con 82 volontari, tra cui Ernesto Che Guevara, Castro si attestò sui monti della Sierra Maestra. Si lasciarono crescere la barba, divennero i barbudos, riuscirono a mettere insieme un piccolo esercito popolare che attraversò tutta l' isola, e sconfissero a Santa Clara, il 30 dicembre del 1958 il corrotto esercito di Batista.
Il dittatore fuggì la notte di capodanno del 1959 e l' 8 gennaio Fidel Castro e i barbudos, entrarono trionfanti all' Avana.
Le relazioni fra il regime di Castro e gli Stati Uniti furono da subito conflittuali.

 
Fidel Castro- Che Guevara

Fidel Castro- Ernest Hemigway
 

Castro proclamò la rivoluzione sociale, nazionalizzando l’ industria, espropriando i latifondi con riforma agraria e riunendo in cooperative le piccole aziende. Ernest Hemingway appoggiò Fidel Castro fin dall' inizio. Regalò nel 1960 al popolo cubano la sua villa Finca Vigia, a 12 km dall' Havana, dove aveva scritto e vissuto per oltre 20 anni.

Casa di  Ernest Hemigway

Il presidente Kennedy appoggiò nel 1961 uno sbarco armato di esuli cubani sulle coste della Baia dei Porci per organizzare la controrivoluzione. Lo sbarco fallì e provocò l' avvicinamento politico del regime di Castro all' URSS.

L’ embargo totale decretato dagli Stati Uniti verso Cuba, costrinse l' isola a dipendere economicamente dall' Unione Sovietica, che le comprava lo zucchero a prezzo sopravvalutato. Il crollo del regime sovietico nei primi anni Novanta ha determinato per Cuba una grave crisi economica. La situazione é migliorata di recente grazie agli accordi commerciali con Cina, Venezuela e Bolivia, Paesi vicini a Fidel Castro.

Il 31 luglio del 2006 Castro, per ragioni di salute, si é dimesso da segretario del Partito Comunista Cubano, presidente del consiglio dei ministri e capo delle forze armate.
A succedergli é stato il fratello Raul, eletto presidente il 28 febbraio 2008.

 

GIAMAICA

 
GIAMAICA

Gronda sangue la storia della Jamaica. Gronda del sangue di migliaia di africani strappati alle proprie terre, e fatti schiavi per la raccolta dello zucchero dall’ impero britannico, tra la fine del '600 e la metà dell’ 800.

Questa nazione a larga maggioranza nera, dove il potere era tenuto da pochissimi bianchi, divenne una nazione ad alto potenziale di violenza. Cristoforo Colombo sbarcò in Giamaica nel 1494.

L' ammiraglio britannico William Penn si impadronì dell'isola nel 1655. Durante i primi 200 anni di dominio britannico, la Giamaica divenne la prima nazione al mondo per le esportazioni di zucchero grazie all' uso massiccio del lavoro degli schiavi importati forzatamente dall' Africa. In un numero tale che la popolazione dei neri superò quella dei bianchi con un rapporto di 20 a 1. Di qui la lunga serie di ribellioni che portò ad abolire la schiavitù nel 1834.

La Giamaica ottenne piena indipendenza staccandosi dalla Federazione delle Indie Occidentali e dal Regno Unito il 6 agosto 1962. Ma pace non ci fu. La lotta tra il Partito Nazionale del Popolo e il principale partito di opposizione, il Partito Laburista Giamaicano, entrambi aiutati da bande rivali armate di Kingston, impegnate nel traffico di cocaina, condusse a esplosioni di violenza e servì solo ad impoverire ulteriormente la popolazione giamaicana.

Il risultato di questo cocktail di violenza, droga e povertà fu la brutale guerra che si verificò per le strade di Kingston a partire dalla metà degli anni novanta in poi. Così Kingston si é guadagnata la triste fama di essere una delle città più violente del mondo.Ma Kingston é anche la culla del Rastafarianismo. Il movimento deriva dai termini Ras (principe) e Tafari (da temere) in onore dell’ imperatore etiope Hailé Salassié, e nacque in Jamaica alla fine degli anni venti come rivendicazione del nazionalismo nero.

 
Hailè Salassiè
Hailè Salassiè
 

Padre ideologico ne fu Marcus Garvey, creatore di un’ associazione per il miglioramento della condizione negra nel mondo, e sostenitore del ritorno alla madre Africa.
Le idee di Garvey attecchirono facilmente in un paese povero come la Jamaica, oppresso da anni di colonialismo britannico.
I rastafariani asseriscono che la razza africana é una tra le predilette da Dio e la loro dottrina prende spunto dalla Bibbia.
I “Rasta” rifiutano il principio cristiano della redenzione dopo la morte, in quanto convinti  che il paradiso esista sulla terra, si nutrono solo di cibi naturali e non ambiscono a possedere beni materiali. Gran parte dei Rastafariani fuma la marijuana asserendo che li aiuta a restare in contatto con Dio, prendendo spunto da un salmo della bibbia nel quale é scritto “Fai crescere il fieno per gli armenti e l’erba al servizio dell’ uomo”.
Il “rasta” più famoso é Bob Marley, il cantante che ha fatto conoscere al mondo il Reggae, la musica di protesta nata nei ghetti di Kingston.

 

HAITI

 
HAITI

Dal Sud America, seguendo le correnti marine a bordo di canoe a bilanciere, i primi abitanti di Haiti raggiunsero l’ isola intorno al 2600 a.C., quattromila anni prima di Cristoforo Colombo. Poi, intorno al 250 a.C, arrivarono gli Arawak, da lì diffondendosi in tutte le Antille. Una terza ondata migratoria, dal Venezuela, colonizzò le Antille circa 2000 anni fa e verso il 700 d.C. occupò Haiti e gran parte delle isole vicine. Questa popolazione erano i Tainos (gente cordiale), si calcola che circa 400.000 di loro vivessero a Hispaniola quando approdò Cristoforo Colombo . La maggior parte dei Tainos morì nel giro di 25 anni in seguito alle violenze degli schiavisti spagnoli o a causa delle malattie portate dai conquistatori. Oltre che per la loro buona educazione, i miti Tainos vanno ricordati per aver donato al mondo il barbecue, il tabacco, la canoa e l’ amaca: tutte parole derivate dalla loro lingua.

Estinti i Tainos, gli spagnoli cominciarono a deportare schiavi africani, impiegati soprattutto nella ricerca dell'oro. L' interesse spagnolo verso Hispaniola, diminuì notevolmente a partire dagli inizi del Sedicesimo secolo, quando immense riserve di oro e argento furono scoperte in Messico e in Perù.

Nel 1606, il sovrano spagnolo ordinò a tutti i coloni di spostarsi nei pressi della capitale di Hispaniola, Santo Domingo: ciò al fine di proteggere la popolazione dell' isola dagli attacchi dei pirati.

HAITI
 

Ciò, tuttavia, permise ai pirati inglesi, olandesi e francesi di stabilirsi lungo le coste settentrionali e occidentali, ora abbandonate: particolarmente famosa divenne la Fratellanza della Costa, composta da bucanieri e schiavi fuggiti, maroons.
In particolare, i francesi cominciarono a colonizzare l' isola nel 1625, ma fu solo nel 1664 che la Francia rivendicò il suo dominio sulla porzione occidentale di Hispaniola.
Nel 1697, con il Trattato di Ryswick, la Spagna cedette ufficialmente la porzione più occidentale di Hispaniola alla Francia: la nuova colonia fu ribattezzata Côte française de Saint-Domingue.
Mentre la parte spagnola dell' isola era poco considerata dalla Corona spagnola, la parte francese conobbe un periodo di prosperità economica che la rese la più ricca delle colonie dell' emisfero occidentale: ciò grazie, soprattutto, alle notevoli esportazioni di zucchero e cacao.
Saint Domingue (nome presto cambiato in Haiti) produceva tante ricchezze che un coltivatore affermò, prima di tornarsene a Parigi con la fortuna accumulata “Pianti canna da zucchero e il terreno si trasforma in oro”.

Le due città principali, Cap Francaise a nord e Port au Prince a sud erano ricche e fiorenti, dotate di buone scuole, ospedali efficienti, bei teatri, strade pulite su cui correvano belle carrozze, decine di negozi che offrivano tutto quello che si sarebbe potuto trovare nelle migliori città francesi. Quella bella terra era abitata dai migliori cittadini dei caraibi: coloni francesi istruiti e gran lavoratori e schiavi africani di prima qualità. Il problema di Haiti era la sua stessa popolazione, composta da 3 diversi gruppi etnici che si odiavano a vicenda : gli europei (circa 32.000 nel 1790) che detenevano il controllo politico ed economico, la gens de couleur (28.000 individui liberi e di sangue misto, di cui la metà mulatti, definibili come classe sociale di status inferiore) e, infine, gli schiavi africani (ben 500.000). I feroci disordini durati dal 1789 al 1809 avrebbero scavato tra loro abissi tali da rendere inevitabile lo scoppio di una tragedia.

Sull' onda della Rivoluzione Francese, la gens de couleur cominciò a fare pressione sul governo coloniale per ottenere maggiori diritti. Nell' ottobre 1790, 350 di essi si ribellarono al governo mentre, il 15 maggio 1791, l' Assemblea Nazionale francese concesse i diritti politici a tutti i mulatti e i neri nati liberi (senza, tuttavia, mutare lo status di coloro che erano ancora schiavi).
Il 22 agosto del 1791, gli schiavi della zona di Cap-Français (ora Cap-Haïtien) si ribellarono ai loro padroni.
La ribellione degli schiavi  si  diffuse rapidamente  sotto il comando di Toussaint L' Ouverture.
Egli si alleò quindi con la gens de couleur, i cui diritti erano ora stati revocati dal governo francese, spaventato dalle rivolte. Le forze di Toussaint ebbero la meglio sull' esercito coloniale francese: i due schieramenti, tuttavia, si unirono nel 1794, in seguito all' emanazione di un decreto con cui il governo rivoluzionario francese abolì la schiavitù. Sotto la guida di Toussaint, il nuovo esercito di Saint-Domingue sconfisse le truppe di invasione britanniche e spagnole.

 
HAITI: Toussaint L' Ouverture

La cooperazione tra i due schieramenti ebbe però termine nel 1802, quando Napoleone Bonaparte spedì un nuovo esercito al fine di riottenere il controllo dell' isola: l' esercito inviato da Napoleone, infatti, era malvisto dagli isolani, che temevano la reintroduzione della schiavitù. Inizialmente, le forze inviate dal Bonaparte ebbero la meglio sugli isolani, costringendo Touissant alla tregua. Tradito e catturato, Toussaint morì poi in una prigione francese. Ciò non fece altro che riaccendere gli animi dei ribelli: Jean-Jacques Dessalines e Henri Christophe, a capo di altri schieramenti in lotta, decisero di interrompere la tregua e riprendere a combattere. Nel frattempo, le truppe napoleoniche furono bloccate da una epidemia di febbre gialla scoppiata sull'isola.

HAITI: Dessalines
 

Il 18 novembre 1803 l'esercito di Dessalines sbaragliò i francesi nella Battaglia di Vertières. Il 1 gennaio1804 l'ormai ex colonia dichiarò la sua indipendenza, divenendo così il secondo paese, dopo gli Stati Uniti, del continente americano a dichiararsi indipendente: Dessalines ne divenne il primo presidente. Saint-Domingue venne dunque ribattezzata Haiti in ossequio alla popolazione degli arauachi, i quali chiamavano l'isola Ayiti.
Il 1° gennaio 1804 Dessalines proclamò l’indipendenza di Haiti, che divenne la prima repubblica governata da neri.
La nuova repubblica, però, non era destinata a durare a lungo. Ben presto, infatti, Dessalines s’incoronò imperatore, promulgò una costituzione che gli dava un potere assoluto e fece pattugliare il paese dal suo esercito, sterminando tutti i bianchi che erano stati così pazzi da restare in questa parte dell’isola. Le potenze economiche isolarono il paese economicamente e, quando Dessalines impose un decreto militare che costringeva molti neri a tornare a lavorare nelle piantagioni, fu catturato e ucciso in un’ imboscata.

La conseguente guerra civile precipitò il paese in un lungo periodo di disordini. Il governo annetté il resto di Hispaniola nel 1821, e la metà orientale dell’ isola rimarrà sotto il controllo haitiano fino al 1849, quando si dichiarerà indipendente con il nome di Repubblica Dominicana. Tra i 22 capi di stato che governarono Haiti dal 1843 al 1915, uno solo riuscì a portare a termine il suo mandato; tutti gli altri vennero assassinati o costretti all’ esilio.

L’ importanza strategica di Haiti fu ulteriormente messa in evidenza dall’ apertura del Canale di Panama, e allorché uno dei presidenti haitiani fu ucciso durante una violenta rivolta nel 1915, le truppe statunitensi confiscarono i depositi aurei di Haiti, riorganizzarono la costituzione e sciolsero l’esercito. Avviarono inoltre varie opere pubbliche, e costruirono ospedali, cliniche e strade utilizzando il lavoro forzato dei carcerati.

Gli americani trattavano direttamente con le classi superiori mulatte, e i neri, sconfitti, iniziarono ad adottare la filosofia del Noirisme (che corrisponde grossomodo al 'Blackism' degli Stati Uniti). Valorizzando la cultura haitiana e rivendicando la molto criticata religione vudù, la popolazione nera trovò fonti di ispirazione per la propria resistenza semi-pacifica e un leader della propria identità culturale nel popolare agitatore dottor François 'Papa Doc' Duvalier.

Quando gli americani se ne andarono nel 1934, lasciarono dietro di sé qualche infrastruttura e un’ economia a pezzi, e molti haitiani andarono a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero di Santo Domingo, provocando tensioni razziali ed economiche terminate tragicamente con una pulizia etnica che fece 20.000 vittime tra gli haitiani.   Il  divario  tra mulatti   e   neri,  intanto,  continuava   ad

allargarsi, e le caotiche elezioni del 1956 (durante le quali fu concesso per la prima volta il diritto di voto alle donne) condussero al potere 'Papa Doc' Duvalier, che portava avanti un programma alquanto esotico, un misto di nazionalismo, razzismo e misticismo.
I mulatti contestarono i risultati delle elezioni, organizzando uno sciopero a Port-au-Prince, ma Duvalier sguinzagliò i suoi cagoulards, delinquenti reclutati nei quartieri poveri che agivano con il volto coperto, e costrinse i negozi a riaprire. I cagoulards, che in seguito verranno chiamati Tontons Macoutes dallo spauracchio di una fiaba locale che porta via i bambini nel suo sacco, diventarono le truppe non ufficiali di Duvalier, che indossavano ‘uniformi’ in denim con sciarpe rosse e occhiali da sole.

 
HAITI: Papa Doc and Baby Doc

Alla morte di Duvalier nel 1971, la costituzione da lui riscritta garantiva la presidenza al figlio Jean Claude 'Baby Doc' Duvalier. Il nuovo presidente fece da moderatore tra i ‘modernizzatori’ mulatti e avviò delle brutali repressioni degli oppositori politici, senza che la comunità internazionale intervenisse. 

HAITI
 

Ma all’ inizio degli anni '80 i funzionari statunitensi identificarono Haiti come una zona ad alto rischio per l’allora poco noto virus dell’ AIDS e il turismo crollò.
Un fallimentare programma statunitense per debellare una malattia dei suini, a causa del quale furono uccisi per errore 1,7 milioni di animali, danneggiò ulteriormente la già fragile economia rurale. La conseguente situazione di caos costrinse la famiglia Duvalier all’esilio, con gran giubilo della popolazione stremata.
Il luogotenente generale Henri Namphy, confidente di Duvalier, fu nominato presidente dai militari, ma un’organizzazione di matrice cattolica si era nel frattempo guadagnata il favore degli abitanti e un giovane prete, padre Jean-Bertrand Aristide, aveva apertamente manifestato le sue dure critiche nei confronti del nuovo governo. Le elezioni del 1987 furono vinte a larga maggioranza da Namphy, ma nel giro di un anno un altro colpo di stato portò al potere un nuovo generale, Prosper Avril.

Avril fuggì dal paese nel 1990 e le successive elezioni avrebbero visto fronteggiarsi i soliti personaggi se la candidatura all’ultimo minuto di Aristide, con lo slogan 'Lavalas' (Inondazione) non avesse portato la gente in massa alle urne, per cui il giovane prete divenne il nuovo presidente di Haiti.

Aristide trascorse i suoi primi mesi di governo avviando delle riforme e facendosi dei nemici, e migliaia di persone morirono durante un nuovo colpo di stato nel settembre 1991, dal quale il presidente si salvò. Venne quindi annunciato un imbargo internazionale, ma la situazione balzò sulle prime pagine dei giornali a metà degli anni ’90, quando 38.000 haitiani in fuga dalle violenze si riversarono sulle spiagge degli Stati Uniti e di altre isole caraibiche – in pieno periodo elettorale per l’America.
Alle forze di polizia inviate dalle Nazioni Unite fu impedito di sbarcare dai risorti Macoutes e nel 1994 l’ex presidente americano Jimmy Carter negoziò l’esilio di Cédras e il ritorno di Aristide, che era però a un solo anno dalla scadenza del suo mandato. Le elezioni del 1995 sancirono l’ascesa al potere del protetto di Aristide, René Préval, ben presto accusato di collaborare con le solite istituzioni elitarie haitiane, perciò Aristide fondò un proprio partito, La Fanmi Lavalas.

 
HAITI: Aristide e Clinton

I dissidi tra i sostenitori di Aristide e gli oppositori provocarono la cancellazione delle elezioni parlamentari del '97 e '98, impedendo a Préval di nominare un primo ministro. L’ uragano Georges colpì duramente il paese nel 1998, devastandone l’economia, e i 200 soldati delle truppe di pace inviate dalle Nazioni Unite rappresentarono quindi un rimedio inefficace contro la crisi, senza contare che i 7000 rinforzi promessi non giunsero mai nell’ isola.

Préval indisse nuove elezioni parlamentari per l’aprile 2000, ma cambiò idea all’ultimo momento decidendo di governare soltanto per decreti. Il suo vecchio mentore Aristide, 'Titid' per i sostenitori, contestò le elezioni del novembre 2000 balzando nuovamente in primo piano sulla scena politica.

Nel 2000 Aristide iniziò il suo secondo mandato, con scadenza nel 2006. Accusato dai suoi oppositori di aver adottato un atteggiamento dittatoriale, assediato dai ribelli, il ‘prete delle bidonville’, che rappresentava le speranze del popolo haitiano, il 29 febbraio del 2004 è fuggito in esilio nella Repubblica Centrafricana.

Le nuove elezioni del febbraio 2006 hanno portato René Préval ad essere rieletto presidente (tuttora in carica).

Gia' devastata dal terremoto del 12 gennaio 2010, lo stato di Haiti e' nuovamente colpito da una catastrofe naturale: l'uragano Tomas che ha colpito il 06 novembre 2010 ed ha aggiunto dolore a dolore.
Sembra che non ci possa essere pace per questa sfortunatissima nazione.

 

ISOLE SOPRAVENTO

 
CARRIACOU

Carriacou fu colonizzata nel XVII secolo da pescatori di tartarughe e da coloni della Guadalupa.
Nel 1763 divenne possedimento inglese, fu poi occupata dai francesi durante la guerra d' indipendenza americana e tornò agli inglesi nel 1784.

DOMINICA
Dominica: Guerrieri indiani
 

Gli Indios Caribi l' avevano battezzata Waitikubuli, che significa grande é il suo corpo. Poi il 3 novembre 1493 arrivò Colombo e la chiamò Dominica. Nel 1607, il capitano John Smith e il suo equipaggio fecero scalo, per un paio di giorni, alla colonia portuale di Porstmouth prima di dirigersi a nord, dove fondarono Jamestown, la prima colonia britannica permanente del Nord America. La Francia rivendicò il possesso dell’ isola nel 1635 e nella prima metà del Settecento mandò un governatore che formalmente ne prese possesso. Contesa tra Francia e Inghilterra durante le guerre per il possesso delle colonie durante tutto il XVIII secolo, l’ isola subì l’ avvicendarsi del dominio delle due potenze europee. Infine, con il trattato di Parigi del 1763, i francesi la cedettero di malavoglia agli inglesi, tentando di riconquistarla, senza riuscirci, nel 1795 e nel 1805. Dopo il 1805 l’ isola restò definitivamente in mano agli inglesi, che vi svilupparono le piantagioni di canna da zucchero sui pendii più accessibili.

Gli inglesi amministrarono l’ isola come parte della Federazione delle Isole Sottovento fino al 1939, anno in cui fu trasferita nella Federazione delle Isole Sopravento.

Nel 1967 Dominica ottenne l’ autonomia per il controllo degli affari interni e divenne uno stato associato delle Indie Occidentali. Nel 1978, nel 485° anniversario della sua scoperta da parte di Colombo, Dominica divenne una Repubblica indipendente nell' ambito del Commonwealth.

Nel 1980 fu eletto primo ministro Mary Eugenia Charles, la prima donna a capo di uno stato caraibico. In un anno sopravvisse a due golpe falliti, tra cui un attentato organizzato da Patrick John, che assoldò soldati mercenari appartenenti al Ku Klux Klan.

Nel 1983, il primo ministro Mary Eugenia Charles, presidente dell’ Organizzazione degli stati dei Caraibi Orientali, appoggiò l’ invasione americana a Grenada, e inviò una forza simbolica di truppe dominicane. In cambio, gli Stati Uniti aumentarono gli aiuti finanziari a Dominica, che servirono, tra le altre cose, ad asfaltare le strade dell’ isola. Dopo un incarico durato 15 anni, la Charles si dimise nel 1995. Nel 2004 é stato nominato Primo Ministro Roosevelt Skerrit, il più giovane primo ministro dal 1978, anno dell’ indipendenza dell’ isola.

GRENADA

Cristoforo Colombo avvistò Grenada nel 1498 durante il suo terzo viaggio nel Nuovo Mondo, giudicò l' isola troppo fuori mano rispetto alle rotte commerciali e passò oltre. Il primo insediamento europeo risale al 1609, quando 208 coloni inglesi cercarono di coltivare il tabacco, ma furono costretti ad abbandonare l' isola in seguito ai ripetuti attacchi dei Caraibi.

Nel 1650 il governatore francese della Martinica Du Parquet acquistò Grenada dai locali per qualche scure e poche bottiglie di grog e vi insediò 200 coloni francesi, poi inviò un contingente di soldati per scacciare i nativi che li molestavano. Gli indiani piuttosto che sottomettersi ai coloni, si suicidarono in massa gettandosi dalle scogliere a picco sul mare.I francesi crearono piantagioni di indaco, tabacco, caffè, cacao e canna da zucchero, nelle quali misero a lavorare gli schiavi portati dall' Africa.
Grenada rimase sotto controllo francese fino al 1762, anno in cui fu conquistata dagli inglesi. Poi l'isola fu contesa tra Francia e Inghilterra finché non fu ceduta alla Gran Bretagna nel 1783. Nel 1877 fu dichiarata colonia della corona britannica e nel 1967 entrò a far parte del Commonwealth.

Nel 1973 Grenada e le vicine isole Grenadines, Carriacou e Petit Martinique, adottarono una costituzione e l' anno seguente raggiunsero l' indipendenza. Con un colpo di stato incruento Maurice Bishop prese il potere nel 1979. Nonostante l' appoggio popolare, la sua politica di non allineamento e filosocialista non piacque agli Stati Uniti. Isolato dall' Occidente, Bishop chiese aiuto a Cuba che iniziò la costruzione di un aeroporto a Grenada. Nel 1983 Bishop fu rovesciato dai fautori della linea militare e messo agli arresti domiciliari. In seguito alla protesta di 30.000 persone (un terzo della popolazione dell'isola), radunatesi per chiedere la sua liberazione, Bishop fu rilasciato e insieme al popolo marciò su Fort George. I militari aprirono il fuoco sulla folla, uccidendo circa 40 dimostranti. Bishop fu arrestato insieme a numerosi seguaci e fucilato.

 
 Maurice Bishop

operazione Urgent Fury Grenada
 

Temendo intromissioni cubane e il possibile sequestro di 1000 studenti USA, visto il colpo di stato del vice primo ministro Bernard Coard , il Presidente USA Ronald Reagan convinse il governo statunitense a decidere l' invasione americana dell' isola.
Il 25 ottobre 1983, un' ora prima dell' alba, Reagan scatenò l' operazione “Urgent Fury”Vi prese parte il meglio delle forze speciali USA: Marines, Paracadutisti, Rangers, Seals, Delta Force. Ma il servizio d' intelligence non fu all' altezza, le informazioni mancarono,  gli elicotteri  andarono  all'  attacco  usando cartine

 
 grenada

turistiche, il fuoco contraereo e la forte resistenza dei difensori non erano stati previsti, due elicotteri furono abbattuti e ci vollero due battaglioni di rinforzo e la schiacciante superiorità aerea per venire a capo dell' operazione che costò la vita a 70 cubani, 42 americani e 170 grenadini, comprese le 18 persone morte nel bombardamento dell' ospedale psichiatrico, vittime di un tragico errore dell' esercito americano. Due mesi dopo la maggior parte delle truppe si ritirò lasciando un contingente di forze statunitensi e caraibiche che rimase sull'isola per diversi anni, fino alle elezioni democratiche del 1995.

SAINT LUCIA

Santa Lucia é situata a est del Mar dei Caraibi sul confine con l' Oceano Atlantico.

Fa parte delle Piccole Antille e si trova a nord delle isole di Saint Vincent e Grenadine e a sud della Martinica.

E’ nel Commonwealth dal 22 febbraio del 1979.

I primi a popolare l' isola furono gli Arawak, che si installarono sull' isola tra il 1000 e il 500 a.c., sopraffatti poi dagli indios Caribi Kalinago intorno all' 800 d.C.

Il nome dell' isola era Iouanalao o Hewanorra, l' isola delle iguane.

Saint Lucia sembra non sia mai stata avvistata da Cristoforo Colombo, si dice che il suo compagno spagnolo Juan de la Cosa abbia accostato nei primi anni del 1500, ma la scoperta dell' isola é ancora oggi fonte di controversie.

Il primo europeo ad occuparla fu il francese François le Clerc, conosciuto come Jambe de Bois (Gamba di Legno), un pirata che intorno al 1550 si impossessò di Pigeon Island per attaccare i vascelli spagnoli.

Santa Lucia, per l' importanza strategica del porto naturale di Castries, fu a lungo contesa tra Francia e Gran Bretagna, cambiando di proprietà per ben 14 volte tra il XVII e il XVIII secolo.
Fu solo nel 1814 che gli inglesi la conquistarono definitivamente.

Tracce della dominazione francese rimangono nei nomi dei centri e delle località dell' isola.

A lungo possedimento britannico, Santa Lucia fece parte per pochi anni (1958-1962) della Federazione delle Indie Occidentali.

Dopo aver ottenuto l' autogoverno nel 1967, l' isola raggiunse l' indipendenza il 22 febbraio 1979.

Oltre il 90% degli abitanti di Santa Lucia é di origine africana. Vi é una piccola, ma importante dal punto di vista economico minoranza di mulatti che ammonta al 5% della popolazione. Seguono europei (1,1%) e indiani Caribi (3%), primi abitanti dell'isola. La lingua ufficiale é l'inglese. Viene inoltre parlato un creolo francese. Dal 1960 ad oggi i cattolici sono passati dal 92,4% della popolazione al 67,5%. Sono aumentati i protestanti, saliti al 23,1% degli abitanti. Il 2% aderisce al rastafarianesimo.

Sir Arthur Lewis

Sir Arthur Lewis

 

Santa Lucia vanta il più alto tasso di vincitori di Premi Nobel in rapporto alla popolazione nazionale. Ben due isolani, infatti, hanno ottenuto tale riconoscimento: Sir Arthur Lewis vinse il Premio Nobel per l' Economia nel 1979, mentre Derek Walcott ricevette quello per la Letteratura nel 1992. Il Nobel a Walcott voce dei Caraibi: nato a Santa Lucia nei Caraibi nel 1930, ha espresso la voce poliglotta e polifonica dei Caraibi, ribollenti di fermenti e di lingue, punto d' incrocio di civiltà diverse: lì cinquecento anni fa avvenne il primo incontro e il primo impatto della scoperta del Nuovo Mondo, di lì oggi partono autorevoli ed elevati messaggi come quelli di Walcott a risvegliare la nostra coscienza di eurocentrici. Walcott non e' molto conosciuto al grande pubblico, ma e' oggetto di ammirazione per chi pratichi le "nuove letterature".

 
Derek Walcott

Derek Walcott

Educato all' università delle West Indies, é fra i pochi ad aver scelto con grande coraggio, quasi una sfida, di restare nei Caraibi.

SAINT VINCENT
Garifuna  

Quando gli spagnoli avvistarono per la prima volta Saint Vincent, l'isola era densamente popolata da indios Caribi, che dall’ isola avevano cacciato i nativi Arawak.
I Caribi erano dei duri e diedero molto filo da torcere ai coloni europei.
Gli schiavi africani divennero i primi residenti non caraibici che si stabilirono sulle isole. Arrivarono nel 1675, fuggendo da una nave olandese che stava affondando. Nessun membro dell'equipaggio europeo sopravvisse, e gli africani vennero assimilati nella società caraibica.
I loro discendenti vennero chiamati Caribi neri, per distinguerli dai nativi Caribi gialli. I Caribi erano ostili a tutti gli europei, ma odiavano gli inglesi, che volevano tutti i Caraibi per la Corona.
Per cui i Caribi permisero ai francesi di costruire il primo insediamento europeo sull' isola all'inizio del 1700.
Poco dopo aver ceduto agli inglesi l' isola di Saint Vincent in seguito al Trattato di Parigi, i francesi istigarono i Caribi contro i coloni inglesi: molti di essi vennero uccisi e le piantagioni bruciate. Gli inglesi risposero con un memorabile sbarco di marines sull' isola di Saint Vincent e deportarono oltre 5000 Caribi a Roatan, isola al largo dell' Honduras. Fine di ogni ribellione.

Da allora St Vincent fu britannica e i proprietari delle piantagioni vi si stabilirono con successo fino al 1812, quando una grande eruzione del vulcano La Soufrière distrusse gran parte delle piante di caffè e di cacao.

Nel 1834 la schiavitù venne abolita e i proprietari delle piantagioni furono costretti a liberare oltre 18.000 schiavi. I neri non lavorarono più nelle piantagioni e i proprietari cominciarono a reclutare manodopera straniera. Ma un uragano nel 1898 e un' altra eruzione nel 1902 distrussero ciò che rimaneva dell' economia della piantagioni.

Nel 1969, Saint Vincent ottenne un parziale autogoverno in associazione con la Gran Bretagna e nel 1979 Saint Vincent e Grenadine acquisì la piena indipendenza come membro del Commonwealth. Lo stesso anno vi fu un' altra eruzione del La Soufrière, che ricoprì quasi tutta l' isola con una spessa coltre di cenere. Ventimila persone si trasferirono nei villaggi settentrionali di Saint Vincent. Inoltre, nel 1980 e nel 1986, due potenti uragani portarono altre devastazioni sulle isole.

Da allora a St Vincent ci si occupa meno di agricoltura e più di finanza offshore. Quella perbene, però. Nel 2003, una commissione di controllo ha rimosso Saint Vincent e Grenadine dalla lista di paesi accusati di gestire il riciclaggio di denaro sporco.

 
 
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