Caraibi, isole nella corrente

 
 

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ISOLE VERGINI AMERICANE: ST. JOHN

 
 

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STORIA

Dagli schiavi della canna da zucchero al turismo per tutti
 
STORIA DI ST. JOHN

Molto tempo prima dell’ arrivo dei Danesi, prima ancora dello sbarco di Colombo che aveva scoperto e dato il nome alle isole, popolazioni provenienti dal Sud America erano sbarcate a St. John tra il 2000 e il 1000 A.C. insediandosi sull’ isola stabilmente.

Si trattava degli Ortoroid, il primo gruppo etnico di cui oggi si abbiano tracce storiche. Non si sa bene quale sia stato il loro destino, ma, ad un certo punto, la loro cultura si estinse senza che ancora oggi se ne conosca il motivo.

A loro succedettero i Cedrosan Saladoid che dall’ America Latina raggiunsero le Vergini intorno al 200 A.C.. Conoscevano la tecnica di lavorazione della ceramica e praticavano l’ agricoltura. Crearono dunque degli insediamenti agrari durevoli nel tempo, che diedero loro la possibilità di spingersi oltre la pura economia di sussistenza, come dimostrerebbe la ricercatezza degli artefatti rinvenuti, ricchi di figure ornamentali rappresentanti

 
VIRGIN ISLANDS: ST. JOHN - Cedrosan Saladoid
soggetti legati alla religione, alla casa ed a storie personali.

Tra il 600 e il 1200 D.C. giunse sull’isola una nuova popolazione: gli Osionoid, che cominciarono a sviluppare una cultura ed uno stile dì vita apertamente Caraibico.

Il loro declino ebbe inizio con lo sbarco di Colombo alle Vergini e le successive conquiste coloniali delle potenze Europee. In pochi anni gli indigeni scomparvero quasi del tutto. La prima dominazione europea - quella spagnola - ebbe la sola intenzione di raccogliere le risorse naturali dell’isola e di procurarsi schiavi per le miniere di altre regioni del Nuovo Mondo, senza alcun interesse iniziale per lo sfruttamento agricolo.

Tra il 1508 ed il 1520, quando le risorse di Hispaniola cominciarono a scarseggiare, gli Spagnoli si avventurarono alla conquista di altre isole tra le Grandi Antille: Puerto Rico, Cuba e la Giamaica.
Fu allora che cominciarono a sfruttare anche le isole più piccole, come quelle dell’Arcipelago delle Vergini. Verso il 1520 le Isole del nord, le Leewards, con eccezione di St. Kitts & Nevis, così come le isole Windwards, St. Lucia, Tobago e Barbados, furono completamente spopolate.

Nei Caraibi , gli Spagnoli mantennero un forte controllo sulle grandi isole, approdi strategici per il rifornimento delle navi Spagnole che nel diciassettesimo secolo navigavano tra il continente Americano ed i maggiori porti iberici.

VIRGIN ISLANDS: ST. JOHN - Black Carib
 

Sulle isole più piccole la presa della corona spagnola si fece invece più lenta, aprendo in questo modo la strada ad altre potenze Europee.
Inglesi, Francesi, Olandesi, Portoghesi, Spagnoli espatriati, nonché Black Carib, discendenti di razza mista dei sopravvissuti nativi,   si  alternarono  nel  controllo  delle

piccole isole caraibiche sfruttandone le risorse commerciali ed agricole.

A metà del 1700, quasi tutte le isole orientali dei Caraibi lasciate vacanti dagli Spagnoli furono occupate da altre nazioni Europee.
Le Vergini passarono sotto il controllo di molte potenze finché nel 1665 arrivarono i Danesi, guidati da un gruppo di Copenhagen diretto alla colonizzazione di St. Thomas per conto della Corona e della bandiera Danese.

Bandiera Danese che arrivò anche a Coral Bay, St John, nel 1718, con la creazione della proprietà terriera Estate Carolina. Da quel momento l’espansione delle attività commerciali fu rapida e nel 1733 St John poteva già contare 109 piantagioni di canna da zucchero e di cotone. Ancora oggi, gli antichi nomi delle piantagioni di St. John, quali Carolina, Enighed ed Adrian, sono usati per identificare le diverse zone dell’isola.

Con lo sviluppo delle coltivazioni crebbe anche il fabbisogno della manodopera e la richiesta di schiavi, forzatamente importati dall’Africa. L’emancipazione degli schiavi nel 1848 coincise con il declino dell’economia delle piantagioni e la conseguente decadenza dello splendore coloniale dell’isola. La popolazione diminuì sensibilmente mentre, nel giro di pochi anni, la produzione di rum divenne l’industria primaria dell’ isola.

Gli Stati Uniti acquistarono le Vergini nel 1917, ed a partire dagli anni ‘30 l’industria del turismo cominciò ad acquisire un’importanza fondamentale per l’economia delle isole. Nel 1956 il magnate e miliardario Rockfeller, già proprietario di una grande parte della superficie di St. John, chiese al Governo Federale di trasformare l’ isola in Parco Nazionale.

 

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