Caraibi, isole nella corrente

 
 

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SIGARI

Non sappiamo esattamente quando fu coltivato e fumato per la prima volta il tabacco ma certamente sappiamo dove: nel centro America e isole dei Caraibi. I Maya fumavano e quando le varie tribù si divisero portarono con sé questa usanza. L’etimologia della parola tabacco potrebbe derivare dall’isola di Tobago o dalla provincia Messicana di Tabasco. Mentre dal termine Maya “Sikar”, che identificava la cerimonia del fumo, deriva la parola Spagnola “Cigarro”, infine la pianta di tabacco era chiamata dagli Indios Taino “Cohiba”, che divenne poi il nome della più prestigiosa marca di sigari Cubani. Nella cultura indigena nord e centro Americana, il fumo era elemento socializzante e religioso, durante i riti sacri lo “Stregone” molto spesso invocava gli spiriti fumando, e non dimentichiamo peraltro che il fumo é spesso presente anche nei riti Cristiani. I sigari veri e propri fecero la loro comparsa un po’ più avanti; fino ad allora si fumava nelle pipe.

CARAIBI, ISOLE NELLA CORRENTE: Sigari

All’inizio del XVI secolo la moda del fumo impazzava in Spagna e Portogallo, era un vero e proprio Status Symbol che esprimeva ricchezza e potere, poi fu la volta della Francia tramite il suo Ambasciatore in Portogallo Jean Nicot (da cui la parola nicotina) e dell’Inghilterra grazie all’avventuriero Sir Walter Raleigh. Sale dedicate ai fumatori vengono preparate nei migliori circoli Europei. I nobili inglesi, per non contaminare i loro preziosi vestiti con l’odore del fumo, inventano lo “Smoking”, speciale giacca usata allora esclusivamente per questo fine. La Spagna si arricchì vergognosamente con questo commercio: basti pensare che a partire dal 1614 e per circa un secolo tutto il tabacco in entrata sul mercato europeo transitava dal monopolio di Siviglia, dove veniva lavorato e dove venivano confezionati i sigari in partenza per il resto del continente. I produttori del miglior tabacco sono Cuba, Santo Domingo, Nicaragua ed Honduras. Il mito del sigaro é però indissolubilmente legato ai sigari Cubani Havana: Montecristo, Cohiba, Romeo y Julieta. Nelle foto di Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara é immancabile il sigaro, in precedenza Ulysses Grant e Abraham Lincoln non rinunciarono mai al loro “Puro”. Nel XX secolo Cuba si trasformò nella capitale del lusso, del gioco e del piacere e i sigari ne divennero il simbolo più forte : Errol Flynn, Gary Cooper, Ernest Hemingway, Frank Sinatra erano pubblicità viventi del sigaro. Winston Churchill pare abbia fumato circa 30.000 sigari nella sua vita, JFK prima di firmare l’embargo contro Cuba si fece arrivare una scorta di “Puros” che doveva bastare per molti anni, ma purtroppo non ebbe tempo di goderseli troppo a lungo.

CARAIBI, ISOLE NELLA CORRENTE: Che Gue Vara CARAIBI, ISOLE NELLA CORRENTE: Fidel Castro CARAIBI, ISOLE NELLA CORRENTE: Winston Churchill CARAIBI, ISOLE NELLA CORRENTE: John Kennedy

Con il termine “Puro” si intende un sigaro i cui componenti, foglie comprese, siano tutti originari della stessa area geografica, mentre i sigari più pregiati sono quelli realizzati usando solo foglie intere e non triciati misti; normalmente le foglie sono tre: una per la parte superficiale (capa), una per la sottofascia (capote) e la terza per il ripieno (tripa). Da una bella pianta si possono ricavare una trentina di sigari. Bisogna sottolineare che Castro nazionalizzò l’industria del sigaro (la seconda del Paese) nel 1960 facendola precipitare in una recessione violentissima al punto che quasi tutti i migliori manager ed esperti del settore emigrarono nella vicina Santo Domingo, in Honduras e Nicaragua. Marchi storici vennero chiusi (da 1.000 si passò a 35) e la qualità peggiorò fino al collasso. Anni dopo, di fronte a tanto scempio, Fidel tornò sui suoi passi chiamando in aiuto il celeberrimo esperto Zino Davidoff che a poco a poco riuscì a rivitalizzare questo reparto fondamentale dell’industria Cubana che era alla sbando totale. Oggi il mercato é tornato in grande spolvero e gli Avana viaggiano in tutto il mondo a parte gli Stati Uniti dove l’embargo é ancora vigente.

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