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Pirati: TESORI NASCOSTI

Amici Corsari e dilettanti Pirati :
la caccia al tesoro é sempre aperta !!

Pirati dei Caraibi: Mappa del Tesoro

Nessuno potrà mai certificare quante navi pirata siano affondate con i loro ricchissimi carichi o quanti tesori siano stati sotterrati per i tempi futuri e mai più recuperati. Certamente la prima ipotesi é più probabile della seconda visto che i pirati molto difficilmente abbandonavano le proprie navi ma piuttosto affondavano con esse e le ricchezze stivate. Le leggende sui tesori nascosti alla Tortuga o in altre isole Caraibiche si sono tramandate per secoli, mentre i riscontri concreti sono stati veramente pochi. A regolari intervalli vengono ritrovate antiche mappe o presunte tali e documenti che danno nuovi stimoli ed incentivi ai “Cacciatori di tesori”

Pirati dei Caraibi: Mappa del Tesoro

Alcuni nomi e località leggendarie sono il tesoro di Cocos Island in Costarica, l’isola che ha ispirato il celeberrimo romanzo di Stevenson “L’isola del tesoro” dove si favoleggia che diversi famosi pirati abbiano seppellito le loro ricchezze; Il tesoro del pirata Jean Lafitte, di William Kidd, del pirata Francesco Nau detto l’Olonese.

Cocos Island: rifugio di corsari e pirati durante il XVII E XVIII secolo nell’oceano Pacifico al largo del Costarica; Jacques Cousteau che di mari certamente se ne intendeva la definì l’isola più bella del mondo, per molto tempo ignorata dalle carte nautiche. Abbastanza lontana dal continente, ricca di acqua dolce, cascate, anfratti, caverne, ideale per nascondervi forzieri. Si narra che addirittura Morgan vi seppellì il bottino del saccheggio di Panama del 1671. Altre leggende parlano di William Davies nel 1684, Bennet Graham, Lionel Wafer o di Benito "Espada Sangrienta" Bonito nel 1819. Ma c’é di più: si favoleggia che sia qui anche il mitico “Tesoro di Lima”, tonnellate d’oro rubato dalle cupole delle chiese Sudamericane. L’oro navigava sulla “Mary Dear”e nel 1821 scomparve senza lasciare tracce.

Pirati dei Caraibi: Cocos Island

Nel 1998 un satellite della NASA rilevò presenze d’oro sull’isola,due tracce sulla terraferma ed una in mare, tanto che anche il governo del Costarica ha promosso ricerche. Si calcola che non meno di 5.000 spedizioni siano state organizzate nel corso dei secoli, alcune artigianali,altre molto professionali ma aldilà di qualche moneta,gioiello e doblone nessuno ha mai messo le mani sul “Grande Tesoro”nonostante gli studi delle antiche mappe e le incisioni trovate sulle rocce dell’isola.

Pirati dei Caraibi: Jean Lafitte

Jean Lafitte: pirata moderno, vissuto nell’800, operava prevalentemente nel golfo del Messico. Ai primi del 1900 Emmet Baird, umile operaio, ricevette da un amico morente una mappa con le coordinate del tesoro di Lafitte. Il luogo era lungo il fiume Suwanee in Florida; qualche mese più tardi Baird dichiarò di non aver trovato niente ed abbandonò gli scavi, salvo poi riapparire pieno di soldi da investire, comprò una banca e costruì un enorme supermercato. E' ovvio che il pensiero generale fu che avesse effettivamente trovato il tesoro. Nei tempi moderni l’architetto Tommy Todd sta scavando a pochi passi dalle vecchie perforazioni, sempre sul corso dello Suwanee.

Pirati dei Caraibi: William Kidd

William Kidd: navigatore e pirata Scozzese, si diede alla politica ma fu processato e giustiziato nel 1701. Al contrario dei suoi “Colleghi” che di norma sperperavano tutte le loro fortune in donne e rum, Kidd le nascondeva. Uno dei suoi covi era Gardener’s Island a New York dove effettivamente fu ritrovata parte dei suoi bottini. Il grosso sarebbe seppellito lungo il fiume Connecticut. Questi luoghi sono stati setacciati nel corso del secolo successivo senza grandi risultati; ma ecco le ultimissime del gennaio 2008: l’archeologo Charles Beeker ha trovato nella Repubblica Dominicana il relitto della “Quedagh Merchant”, l’ultima nave di William Kidd,affondata nel 1699. La località é tenuta segreta per evitare l’arrivo di curiosi e cercatori di tesori. La struttura e le attrezzature trovate a bordo del relitto corrispondono perfettamente. Si suppone comunque che prima di affondare l’equipaggio abbia fatto manbassa di qualsiasi oggetto prezioso. Eventuali reperti andranno ai musei Dominicani.

Pirati dei Caraibi: Francesco Nau detto l’Olonese

Francesco Nau detto l’Olonese: 1634-1671. Uno dei più feroci pirati che si ricordino,famoso per il sacco di Maracaibo e le atrocità compiute anche sulla popolazione. Mentre attaccava Città del Guatemala fu sconfitto e abbandonato dal suo stesso equipaggio. Preso prigioniero lungo il fiume San Juan fu mangiato dagli indigeni cannibali insieme ai pochi uomini rimastigli. Il tesoro di Maracaibo é stato teatro di grandi ricerche nel corso dei secoli:avventurieri e cercatori non si sono risparmiati ma i risultati purtroppo sono stati inesistenti.

Pirati dei Caraibi: Queen Annés Revenge

Si può considerare un piccolo tesoro anche il relitto della “Queen Annés Revenge”, l’ultima nave di Barbanera che quest’anno é stata recuperata e tirata in secco nel North Carolina dove si era arenata e successivamente distrutta. Prima di affondare i pirati hanno avuto tempo di prendere ogni cosa considerata di valore; a bordo sono stati però trovati pezzi d’artiglieria, palle di cannone e 16.000 artefatti fra cui strumenti di bordo, attrezzatura medica, una grande ancora.
Niente di veramente prezioso ma se non altro una testimonianza concreta della vita a bordo delle navi Pirata.

Pirati dei Caraibi: Queen Annés Revenge
http://www.qaronline.org/ é il sito ufficiale della North Carolina dove si può avere ogni notizia sul recupero della “Queen Anne Revenge
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