Caraibi, isole nella corrente

 
 

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Caraibi e uragani

Caraibi e uragani

Affermando che il clima dei Caraibi é inesorabilmente instabile non si rende in pieno l’idea. Il menu del giorno ci può proporre innumerevoli scrosci tropicali di 5/10 minuti alternati a momenti di sole da spaccare le pietre. Nelle isole maggiori (Grandi Antille) vediamo simultaneamente enormi diversità fra versante nord (Oceano Atlantico) e sud (Mar del Caribe). La conformazione stessa delle isole che é sempre montagnosa aumenta la volatilità.
Quindi nessuna certezza se non una fondamentale: più secco e fresco d’inverno, più caldo-umido in estate.

Caraibi e uragani

Proprio in quest’ultima stagione si formano gli uragani, fenomeni spettacolari e caratteristici della zona, a volte purtroppo anche catastrofici, che non conoscono regole. Quello che si può dire é che la stagione “ciclonica” corre dal 01 giugno al 30 novembre, con settembre come mese più attivo.
Il nome deriva dal dio della tempesta degli Indios “Caribi”: Huracan.
Potreste però vivere decenni ai Caraibi senza vederne uno; vero é che questi fenomeni sembrano interessare maggiormente le isole maggiori (Cuba, Isola Hispaniola, Porto Rico) piuttosto che le altre.

Caraibi e uragani

Si formano vicino all’equatore e sono sistemi temporaleschi con un centro di bassa pressione molto esteso, piogge torrenziali e forti venti che si alimentano col calore dell’aria umida che evapora e dell’acqua (sopra i 25°).
Se non raggiunge determinate intensità rimane relegato a tempesta tropicale. Generalmente i cicloni tropicali “Pacifici” sono detti tifoni, mentre gli “Atlantici” sono uragani.
Quando i venti circolari raggiungono e si stabilizzano oltre i 117 km/h (74 mph) nasce l’uragano . Al centro si forma il caratteristico occhio che é la zona più calma e di minor pressione atmosferica.

Caraibi e uragani

La scala Saffir-Simpson ne misura l’intensità da uno (leggero) a cinque (catastrofico con venti oltre i 250 km/h).

Spostandosi verso nord normalmente si indebolisce e toccando la terraferma si disintegra, ma non sempre é così e gli abitanti di New Orleans ne sanno qualcosa (Katrina 2005).

Katrina su New Orleans

Katrina su New Orleans

L’ NHC (National Hurricane Center) con base a Miami é il centro americano per la previsione di uragani.

Sebbene la catalogazione scientifica (Atlantic Hurricane Database) abbia avuto inizio nel 1851, l’uragano più tremendo pare sia datato 1780, conosciuto come San Calixto, passò con venti incredibilmente forti da Barbados e poi da Martinica, Porto Rico e Danto Domingo. Si era nel mezzo della rivoluzione americana e le flotte inglesi e francesi subirono forti perdite.

Dal 1950 in avanti si é presa l’abitudine di dare un nome a tutti gli uragani: solo femminili fino al 1979, bisex da allora in avanti.

Caraibi e uragani

Va detto che fortunatamente, con l’uso dei satelliti, l’uragano viene costantemente monitorato dal momento in cui si forma a quando si disintegra. Ciò consente di allertare la popolazione con buon anticipo e di predisporre rifugi sicuri durante il momento critico del passaggio.
Fra i più sinistramente “famosi” degli ultimi anni:
Georges 1998, Isabel 2003 e Katrina 2005

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