Caraibi, isole nella corrente

 
 

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CARIBE: UN MONDO DI SUONI

Immaginare il Caribe senza suoni e musica sarebbe come bere champagne sgasato, insopportabile come il gesso che stride sulla lavagna, una penosissima negazione.
Qui tutto é suono : dal vociare delle creole in peluqueria ai clacsons impazziti nel traffico; dalle discussioni sempre animate e teatrali agli improvvisi scrosci di pioggia. Suoni e corrispondenti colori sono parte della stessa aria che si respira.
Musica di origine africana incolta, istintiva. Ritmi sincopati allegri, vivaci; accordi in maggiore suonati a tutto gas, a volte ripetuti sino allo sfinimento a volumi assassini per i nostri timpani occidentali. Strumento di seduzione e sensualità legato a doppio filo al suo fine ultimo: ballare. Gioia di vivere pur spesso in condizioni di povertà e disagio sociale.

CARIBE: UN MONDO DI SUONI

I ritmi sono oramai stranoti ovunque: salsa, merengue, calypso etc, ogni città ha le sue scuole di ballo latino, gli studenti si moltiplicano e si divertono.
Canti e ritmi furono importati dagli schiavi africani che lavoravano nelle piantagioni e qui incontrano la colta musica europea che ovviamente la osteggia e la deride.

I filoni principali sono tre: quello delle isole ispaniche (Cuba, Santo Domingo etc) quello francofono (Haiti, Martinica) e quello anglofono (Jamaica e più tardi Puerto Rico).Cuba era la capitale culturale delle Antille e lì nacquero i ritmi della musica caraibica. Dal colto e aristocratico “Danzon”, derivante dai balli europei in voga all’epoca, scaturisce negli anni 30 il “Son” che unisce il flamenco alla rumba e ai ritmi cubani e da esso, più leggero e ritmato, tutti gli ingredienti della futura “Salsa” degli anni sessanta che ne accelera i ritmi. La scintilla fondamentale si sprigiona con l’invenzione della radio che sbarcò ufficialmente all’Avana nel 1922 e diede improvvisa visibilità a tutto il movimento musicale.

arsenio rodriguez maestro del son

Arsenio Rodriguez
maestro del son

Negli anni 50/60 tutti gli artisti latini abitavano il “Barrio” di New York, e l’insieme della loro musica afro-ispanico-americana generò la “Salsa” che non é un ritmo a sé stante ma come dice la parola stessa una sintesi di tutti i generi già esistenti. Fu grazie al mix di tutto ciò con il jazz ed al marketing americano che questa nuova “Salsa” diventò famosa dappertutto; strumentazione jazz moderna e la mitica casa discografica di New York “Fania Records” contribuirono in modo determinante al successo del genere. Venne ribattezzata come la musica dei piedi allegri.

Fania records all stars

Fania records all stars

Tutti i balli, compresa la ”Rumba”, presero slancio a Cuba dopo l’abolizione della schiavitù nel 1878. Miscela di flamenco e ritmi africani aveva strumentazione basata su percussioni improvvisate con qualsiasi oggetto: le maracas sono zucche vuote, le claves sono bastoncini di legno etc.

PERCUSSIONI

                      Marimba                                 Maracas                         Claves

La Rumba ha tre filoni : “ Yambu” che é la piu romantica senza contatto fra i ballerini. “Guaguancò e Columbia” più aggressive e sensuali. Dalla prima derivano il “Bolero” e il “Calypso”, dalle altre due il “Mambo”, e assieme alla “Bomba” la salsa portoricana dei nostri giorni.

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