Caraibi, isole nella corrente

 
 

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ANTILLE OLANDESI: CURAÇAO

 
 

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STORIA

Dagli schiavi della canna da zucchero al turismo per tutti
 
STORIA  DI CURAÇAO
ANTILLE OLANDESI: CURAÇAO

Dopo Aruba, sempre nel 1499, Don Alonso de Ojeda scoprì anche Curaçao di fronte alle coste del Venezuela. L' isola era abitata da indiani caiquetios, che non resistettero all' invasione. Le scorrerie dei coloni a caccia di schiavi decimarono la popolazione locale e coloro che sfuggirono alla cattura e al trasferimento su Hispaniola furono uccisi o morirono colpiti dalle malattie. Ma nel 1526, gli spagnoli, scoraggiati dalla mancanza di minerali di valore e di acqua di sorgente, se ne andarono.
Al termine delle scorrerie rimanevano a Curaçao in tutto circa 400 indiani.

Nel 1642 l’isola divenne una colonia olandese e fu posta sotto il controllo della Compagnia delle Indie Occidentali che sviluppò sull’isola la produzione agricola e l’estrazione del sale. Willemstad, centro del commercio degli schiavi, diventò la capitale di Curaçao. Nel 1795, gli indiani non erano più di 5.

Durante tutto il XVIII secolo l’isola fu investita da un continuo flusso migratorio di ebrei, in prevalenza mercanti, e la Baia di Sant’Anna di Willemstad diventò uno dei più grandi porti dei Caraibi, dove avvenivano scambi tra le materie prime provenienti dall’America del Sud e i prodotti finiti provenienti dall’Europa e dall’America del Nord.

La fine della schiavitù, proclamata nel 1863, portò a un calo dell’attività e dell’economia e a una crisi che durò fino al 1915, anno in cui Shell aprì sull’isola una raffineria di petrolio.

La nuova industria petrolifera favorì il ‘boom economico’ che durò circa un decennio. Nel 1954, Curaçao fu scelta come sede del nuovo governo autonomo delle Antille olandesi. In questo periodo l’attività dei centri finanziari off-shore si affermò come una delle principali ricchezze dell’isola.

Negli anni '70, la crisi del petrolio e il calo degli investimenti internazionali resero inevitabile il declino dell’isola accentuato nel 1985, dalla chiusura della raffineria della Shell.

Negli anni '90 il governo decise di rilevare la raffineria e la diede in leasing a una compagnia venezuelana, permettendo così all’economia di Curaçao di uscire dalla crisi.

Il grande porto di Curaçao, in cui è in attività un importante cantiere navale per la manutenzione e la riparazione, sta in questi anni risalendo la china. Nel 2007 le Antille Olandesi hanno cessato di esistere e Curaçao con Sint Maarten vorrebbe diventare un’entità separata all’interno del Regno dei Paesi Bassi. Le negoziazioni sono tuttora in corso. Negli ultimi anni, le autorità dell'isola stanno effettuando notevoli investimenti sul patrimonio storico e culturale dell'isola al fine di potenziare ulteriormente l'industria del turismo.

ANTILLE OLANDESI: CURAÇAO
 

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